L’idea è quella di non avere limiti temporali stringenti, c’è chi fa il giro del mondo in 18 mesi tiratissimi (senza contare ovviamente i rally o le competizioni) ma le nostre intenzioni sono diverse. Non si vuole raggiungere una meta, si vuole vivere in modo differente, il giro del mondo è solo un pretesto non un fine. Quindi le indicazioni temporali che vedremo in questo articolo possono solo essere di massima, più che altro ci interessa analizzare le varie tappe e i vari periodi in cui è consigliabile attraversare una zona o è meglio starne alla larga. In tal senso, questa mappa è da considerare Legge:

Nei periodi indicati è caldamente sconsigliato navigare nella zona relativa. Andiamo quindi ad analizzare le varie macro-tappe di un ipotetico giro del mondo:
1) Da dove partiamo? Dal Mediterraneo… mi pare ovvio, direzione le isole Canarie. Non ci sono uragani nelle nostre zone (almeno per ora…), ma la stagione migliore per la navigazione in Mediterraneo va dalla primavera al tardo autunno. L’esigenza è quella di arrivare alla Canarie al massimo a fine Ottobre, per avere tempo di prepararsi al “salto” dell’Oceano Atlantico. Non ci sono altre particolari controindicazioni, si può scegliere di girare un po’ lungo le coste di Italia, Grecia, Francia o Spagna oppure le coste del NordAfrica, Turchia, Tunisia, Algeria o Marocco, potrebbe essere una prima palestra per imparare a visitare paesi non occidentali. Si può scegliere anche in base alle previsioni, ma in Mediterraneo non abbiamo dei venti costanti e prevalenti, c’è grande variabilità. Uscendo dallo stretto di Gibilterra inizia un primo assaggio di traversata oceanica, verso le canarie. Non sono tanti giorni, ma è ottimo per rodare barca e equipaggio

2) La traversata dell’Atlantico. Partendo dalle Canarie, si scende verso sud ovest fino quasi le isole di Capo Verde, a prendere gli alisei e avere vento portante per tutta la traversata fino al primo approdo ai Caraibi. Come detto pocanzi, bisogna attendere la fine della stagione uragani in quella zona, quindi fine Novembre. Alla prima finestra meteo buona si parte, arrivando in circa 3 settimane nelle Americhe.

3) Saltellando tra le isole Caraibiche. A disposizione ci sono circa 6 mesi prima dell’inizio della nuova stagione uragani. Abbiamo 2 opzioni:

A) Si vuole fare una sola stagione ai Caraibi, e fare subito dopo la traversata del Pacifico. In questo caso il tempo a disposizione in realtà è un po’ meno, perchè a fine Aprile bisogna essere a Panama per passare nel Pacifico nel momento migliore.
B) Si vogliono fare più stagioni ai Caraibi, magari approfittando della stagione brutta per rientrare in Italia e alternare la vita in barca con qualche mese su  terraferma. Se questa è l’idea, allora prima di Giugno bisogna trovare un posto sicuro dove lasciare la barca, possibilmente nelle zone di solito meno colpite dagli uragani (a sud ovest), e venirla a riprendere dopo Novembre.

4) La traversata del Pacifico. Anche per questa tappa le alternative sono diverse, vediamone alcune:
A) Abbiamo fretta di raggiungere gli atolli Polinesiani. Supponendo di passare lo stretto di Panama a fine Aprile, possiamo dirigerci alle Galapagos e da lì effettuare la traversata più lunga del giro intorno al mondo, quella dell’Oceano Pacifico meridionale. Direzione consigliata le Isole Marchesi. Fino a Ottobre possiamo girovagare nei mari del sud, ma entro quella data dobbiamo essere in zona sicura. Se vogliamo fare più stagioni nel sud Pacifico dobbiamo spostarci in Nuova Zelanda o Australia SE, i più pazzi e avventurosi si “nascondono” nella fascia delle calme equatoriali, ad esempio su qualche isola delle Kiribati.
B) Non abbiamo fretta, vogliamo visitare anche Cocos Island prima delle Galapagos, l’Equador, e raggiungere la Polinesia passando dall’isola di Pasqua e da Pitcairn. La rotta è sicuramente più lunga e impegnativa, ma ci permette di raggiungere posti dove pochi giramondo ogni anno buttano l’ancora, e di arrivare in Polinesia iniziando dalle isole Gambier, su cui ho già scritto un’articolo. Possiamo anche sforare il limite di Ottobre e fermarci alle Gambier, perchè è una zona generalmente fuori dalle rotte degli uragani.
c) Alternativa alla precedente. Arrivando a Maggio nel Pacifico, se vogliamo visitare Cocos, Galapagos e Equador poi rimangono pochi mesi per la traversata, sia che si decida la rotta diretta verso le Marchesi sia che si passi da sud come descritto nell’opzione B. E se decidessimo di fermarci in Equador fino alla stagione successiva? Avremmo circa 6 mesi per girare il sudamerica (via terra), magari tornare a casa qualche settimana, e a Gennaio/Febbraio riprendere la barca e dirigersi verso Rapa Nui, fare tutto con calma ritrovandosi in Polinesia verso Maggio quando la stagione uragani è finita. Mi piace!
d) Ultima opzione: vogliamo fare una sola stagione nel Pacifico. In questo caso dobbiamo correre e trovarci a nord dell’Equatore, in Indonesia, prima di Ottobre. Ma non prendo questa ipotesi nemmeno in considerazione, c’è troppo da visitare nel Pacifico, e credo di volerci stare per diverse stagioni.

5) Dal Pacifico all’Indiano. Dal sud del Pacifico il passaggio è quasi obbligato, e si chiama Stretto di Torres. Il periodo è difficile da definire, in teoria la stagione uragani è anche in questo caso da Ottobre a Maggio, come nel sud pacifico, ma è più imprevedibile e ci sono i Monsoni che complicano le cose. E poi dipende dove si vuole andare dopo: se si passa nell’emisfero Boreale, verso Thailandia etc., la situazione si inverte e i mesi migliori sono proprio i primi dell’anno, con la stagione uragani simile ai Caraibi ma prolungata dai monsoni. Su questa parte sono ancora molto indeciso, da una parte mi attira l’idea di girare il sud-est asiatico, ci sono posti incredibili ed è un mondo a parte, anche culturalmente. Dall’altra parte le stesse cose mi spaventano un po’… Vedremo, per ora lascio questa tappa in sospeso. C’è da dire che la zona tra le isole Indonesiane, il mare di Giava, è praticamente esente da uragani, cosa da tenere a mente per una possibile sosta di qualche mese dalla navigazione, in attesa della tappa successiva. Bali è spesso una meta gradita ai giramondo in questo senso.

6) Traversata Oceano Indiano. Obiettivo: Madagascar. Non avendo ancora ben deciso come affrontare la tappa 5, parto da un’ipotesi di questo tipo: passaggio stretto di Torres, tappe lungo l’Australia del nord, Bali e l’Indonesia. Da qui inizierebbe la traversata dell’Indiano meridionale, con tappe a Cocos Keeling, l’archipelago delle Chagos e infine il Madagascar. Stagione migliore l’inverno australe, quindi da Maggio ad Ottobre.

Per ora mi fermo qui, il resto è ancora in fase di studio, la direzione successiva è verso il Sud Africa, significa quindi passare il canale di Mozambico e il Capo di Buona Speranza, zone dove le condizioni di mare, correnti e meteo sono complicate e da studiare bene.

Qualche altra immagine sulle rotte degli uragani e sulla ITCZ (Intertropical Convergence Zone) che influenza la stagione delle piogge e la formazione di uragani.

Pianificare il giro del mondo

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